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Added: May 22, 2012

From: SolisInvictus

Duration: 7:59

Video sulla strage di Portella delle Ginestre - interpretazione narrativa di Antonio Grillo. Un canto popolare, scritto dal poeta siciliano Ignazio Buttita, colonna sonora di Otello Profazio - Campana (CS), dicembre 2007.La mattina del 1° maggio 1947 qualche migliaio di contadini provenienti dai paesi che circondano la Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, si recano a Portella delle Ginestre, una località nella Piana sovrastata dalle colline della Pizzuta e della Cometa, per festeggiare il 1° Maggio, la festa del lavoro. Non è unoccasione speciale perchè su questo pianoro, per vecchia tradizione, ogni anno sogliono raccogliersi le popolazioni della zona per celebrare, unite, lunica festa che li compensi di un anno di duro lavoro e sacrifici nei campi... Vestiti coi soliti abiti neri e frusti da anni di miseria, centinaia di braccianti, seguiti da mogli, figli, parenti, accompagnati da muli, somari e tante bandiere rosse, salgono su uno dei colli dove alle 10.30, il Segretario socialista di Piana degli Albanesi, il paese omonimo, deve tenervi un discorso. Loratore ha appena iniziato a parlare che una sventagliata di mitra lo ammutolisce. Il tempo di chiedersi cosa succede che il mitra ritorna a sparare, questa volta, ad altezza duomo. Invano la folla si nasconde dietro i massi cercando scampo in tutte le direzioni - il fuoco continua implacabile a mezza costa del monte Pizzuta per circa venti minuti. Poi il silenzio, rotto dalle grida inumane delle madri che non hanno potuto nascondere i propri figli. Gli uomini sono sbigottiti, cominciano ad uscire dai ripari più disparati in cerca dei propri cari. La collina è costellata di corpi appiattiti al suolo. La terra ha subito assorbito il loro sangue. Non sembrano morti ma alla fine si contano 8 vittime e 33 feriti fra cui donne e bambini. In seguito, i morti accertati saliranno a 11 ed i feriti a 56. Nessuno riesce a capire chi ha sparato e perchè. Non cè stata nessuna provocazione, nessun litigio. Sembra pura e semplice spietata criminalità. Questo è il bandito Salvatore Giuliano, Turiddu, come lo chiamano i siciliani. Che a sparare dalle alture, sulla folla radunata a celebrare la festa del lavoro, erano stati i suoi uomini, gli italiani lo scopriranno solo quattro mesi dopo, nell'autunno del 1947. Film di Carmine Petrungaro

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Tags: portella  delle  ginestre  antonio  grillo  petrungaro  campanaelefante  campana  (cs)  calabria  sicilia  1°  maggio 


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appelle68 Says:

May 22, 2012 - vAI CALABRIA LOGOS !!!!!!!!!!

Onta56 Says:

May 22, 2012 - Bravissimo Antonio!!