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Added: Feb 7, 2012

From: antfara1

Duration: 2:46

Romeo Barbaro nasce alle pendici del Vesuvio da una famiglia in cui l'arte aveva grande priorità, infatti il padre spesso 'concertava' allegramente, al pianoforte, con i suoi sei figli. Romeo partecipa, per, in modo più sentito a tutte le varie feste locali, lasciando trasparire, fin da piccolo, la sua passione per la musica, per la cultura popolare e per le 'tammurriate'. Si trasferisce a Napoli, dove compie gli studi psicopedagogici, ma non dimentica le emozioni di scoperta della sua terra, per cui diplomatosi in canto, con ottimi voti, al Conservatorio San Pietro a Majella, non si risparmia culturalmente approfondendo ogni genere musicale, per potersi sentire completo artisticamente; soprattutto, rivolge le sue ricerche allo studio dell'etnia della terra nativa, impegnandosi totalmente in esecuzioni con percussioni e con lo strumento musicale che lui ama tanto da definirtlo 'soggetto musicale': la tammorra. Egli stesso afferma che il suono della tammorra musica del sole, che gli nasce dall'anima: un 'io' che si racconta, risvegliato da intime emozioni in un rapporto catartico che lo riporta a ricordi ancestrali misteriosi.La tammorra è uno strumento musicale a percussione. È un grosso tamburo a cornice con la membrana di pelle d'animale seccata (quasi sempre capra o pecora) tesa su telaio circolare di legno, in genere quello dei setacci per la farina, al quale sono fissati, a coppie, dischetti di latta detti cicere oppure cimbale ricavati dai barattoli usati per la conservazione dei pomodori. Il suo diametro è in genere compreso tra i 35 e i 65 centimetri.Il telaio sopra il quale è stesa la pelle viene impugnato dal basso dalla mano sinistra, mentre la destra la percuote ritmicamente; il modo di impugnare la tammorra è importante anche da un punto di vista rituale, accade, infatti, che quando lo strumento è impugnato con la mano sinistra e percosso con la destra si dice che viene suonato nella maniera maschile. All'opposto, invece, si dice che viene suonato nella maniera femminile e ciò perché il lato destro è identificato nelle antiche culture con l'idea dell'uomo, mentre il lato sinistro con l'idea della donna. L'inversione dell'impugnatura dello strumento indica un rovesciamento dei segni del rituale. Dallo strumento deriva il nome di tammorriata o anche di canzone ncopp o' tamburo, una forma musicale ed un ballo strettamente legati ai riti mariani dell'agro nocerino sarnese.La tammorra non va confusa con il tamburello napoletano che è molto più piccolo, con i cembali di ottone e non di latta. Oggi, tamburelli e tammorre sono costruiti da artigiani specializzati, localizzati principalmente in Campania (Gragnano, Santa Maria Capua Vetere, Scafati, San Giuseppe Vesuviano), in Puglia (Ostuni, Nociglia) e in Calabria (Seminara). Si ricordano valenti costruttori/suonatori che si possono incontrare nei vari appuntamenti di musica popolare: Raffaele Inserra, Antonio "O' Lione" Matrone, Davide Conte, Francesco Antonio Ambrosio, Angelo"Cignale" Giuliani, Nando Citarella. Particolari sono i tamburi a cornice di Gerardo Masciandaro e di Paolo Simonazzi. Valenti percussionisti utilizzano questo strumento in modo solistico o come accompagnamento alla sola voce, fra cui Alfio Antico.

Channel: Music

Tags: tammorra 


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